IN MENOPAUSA AIUTIAMOCI CON LA SALVIA

Tra i quaranta ed i cinquanta anni, generalmente, nella donna avviene la cessazione delle mestruazioni indicata con il termine di “menopausa fisiologica”, mentre invece il termine “climaterio” sta ad indicare la cessazione dell’ attività ovarica che può precedere o seguire, anche per anni, la menopausa. Preceduta dalla cosiddetta “premenopausa”, la menopausa è caratterizzata da mestruazioni irregolari, da menorragie (flusso mestruale di entità superiore alla norma), vampate di calore al viso, sudorazione, disturbi del tono dell’ umore, insonnia. Elemento importante della menopausa è la carenza di estrogeni, che a lungo andare determina l’osteoporosi e, provoca anche ripercussioni sull’ apparato genitale favorendo l’ insorgenza di cistiti recidivanti, infezioni vaginali ed altre patologie. Anche in questo caso la moderna fitomedicina può fornire una valido aiuto con diverse piante medicinali che possono intervenire sul problema base di questa patologia (la carenza di estrogeni) sia sui classici disturbi: ansia, vampate, disturbi del tono dell’ umore. Sostanze estrogene sono contenute nella conosciutissima salvia (salvia officinalis; fam: Labiate), una pianta suffruticosa (cioè perenne e legnosa) che si raccoglie in primavera-estate. Apprezzata dagli antichi egizi, che ne facevano bere i decotti alle donne per renderle più fertili, il nome salvia deriverebbe dal latino “salvere”, cioè godere di buona salute, star bene. Caratteristica della salvia (ma anche della maggior parte delle erbe medicinali) è quella di avere molteplici indicazioni terapeutiche: è infatti antisettica ed antibatterica dell’ apparato respiratorio, possiende azione ipoglicemizzante, ed è anche diuretica. Adoperata esternamente può essere utilizzata in odontoiatria nella terapia delle gengiviti, paradontopatie e carie; in tutti questi casi si può adoperare sia il filtrato del decotto (5 grammi in 400 cc d’ acqua per sette minuti di ebollizione) che la tintura alcolica (20 gocce diliuite in un bicchiere d’ acqua).
Entrambe le compisizioni si impiegano in questi casi mediante sciacqui del cavo orale. La salvia (si adoperano le foglie), che non andrebbe utilizzata per lunghi periodi di tempo, è sconsigliata nei sofferenti di ipertensione e non va prescritta in gravidanza, allattamento (può provocarne l’ arresto) e negli epilettici; in passato preparati concentrati della pianta, così come il suo olio essenziale (che contiene Alfa e Beta Thujone), sono stati adoperati come abortivo. Particolare attenzione deve essere posta all’ uso dell’ olio essenziale di salvia sclarea (che sconsigliamo nell’ uso terapeutico) controindicato in premenopausa, nelle donne che abbiano avuto una storia clinica di tumore del seno, ovaio ed utero, ed in tutte quelle che assumono una terapia ormonale o facciano uso di anticoncezionali orali. L’ olio di salvia sclarea non va inoltre preso contemporaneamente all’alcol e non va assunto prima di guidare. Tornando alla salvia officinale, il cui normale utilizzo in preparazioni alimentari non presenta pericoli, questa può essere utilizzata in menopausa sia in infuso o in decotto, associata ad altre piante medicinali, sia in tintura alcolica, in quest’ ultimo caso il dosaggio standard è di 50-70 gocce quotidiane diluite in poca acqua, frazionate in due somministrazioni.

Fonte: la Repubblica.it 1997/05/22

MenopausaJet Bianco

Calendula, cardiospermum ed echinacea in associazione per i problemi della pelle

Per il trattamento dei disturbi della pelle risulta efficace l’azione sinergica di Calendula, Cardiospermum halicacabub ed Echinacea, con effetto antiinfiammatorio, cicatrizzante ed antisettico.

Per secoli, i fiori di Calendula sono stati utilizzati per trattare una serie di disturbi, soprattutto dermatologici. Molto utile nel trattamento di piaghe, ustioni e ferite, la pianta esercita soprattutto un’azione antinfiammatoria, antisettica e cicatrizzante.

 

fonte: omeopatia oggi

Omeopatia in soccorso dell’intestino

Diete sregolate, bevande ghiacciate ed eccessiva esposizione al sole possono irritare le mucose digestive; un aiuto arriva dall’omeopatia

Non è un caso che proprio in ferie siamo tutti più a rischio di disturbi gastrici o intestinali: come mai? Intanto, sia al mare, sia in montagna, siamo esposti per molte ore al sole cocente. Al mattino la colazione è un po’ più abbondante del solito, spesso a pranzo si mangia poco, si salta addirittura per non appesantirsi in previsione dei bagni o delle passeggiate e la sera, per compensare, si finisce col fare pasti troppo abbondanti, seguiti ad ora tarda da alcolici o da bevande fredde. Vediamo allora come intervenire “al naturale” per evitare gli spiacevoli inconvenienti in cui possiamo incorrere. Congestioni comprese.

fonte:riza.it

ECHINACEA: E’ TRA LE PIANTE MEDICINALI CONSIDERATE EFFICACI NEL TRATTAMENTO DELLE PATOLOGIE DA INSUFFICENZA IMMUNITARIA

RINFORZIAMO LE DIFESE IMMUNITARIE

Alcune piante medicinali rappresentano un valido aiuto per la prevenzione delle malattie da raffreddamento.

Il sistema immunitario è il più importante “network” funzionale del nostro organismo e si è evoluto negli animali superiori per proteggere da agenti patogeni come batteri, virus e funghi e più in generale da fonti di stress esterne al nostro organismo oppure interne.
Dare un quadro della fisiologica del sistema immunitario è un compito arduo, tanto che le acquisizioni sull’immunità innata e adattavia hanno consentito a Butler, Hoffman e Steinman di guadagnarsi nel 2011 e il Premio Nobel per la Medicina e la Fisiologia.
Il sistema immunitario è composto da tessuti, come quello epiteliale (di rivestimento), che servono da barriera, strati cellulari molto adesi, cellulare molto diverse tra loro, più di mille diverse proteine e piccole molecole che fungono da mediatori infiammatori.
Il ruolo chiavi nell’immunità, tuttavia, lo giocano gli anticorpi, i linfociti(T e B), e i monociti.
Quando un agente viene riconosciuto come estraneo (in Immunologia “non self”), i linfociti attivano una sofisticata e fine cascata di eventi che comporta il richiamo di cellule e mediatori che hanno il fine di uccidere ed eliminare l’agente causale.

FISIOTERAPIA E DIFESE IMMUNITARIE
La ricerca scientifica ha sempre considerato fondamentale l’individuazione e lo sviluppo di prodotti in grado di modulare le difese immunitarie, come ausilio in tutti i casi di aumentata esposizione agli eventi di stress metabolico.
La brutta notizia è che nonostante gli enormi sforzi spesi, oggi la ricerca farmaceutica può vantare solo la creazione di analoghi biologici dei mediatori naturali, in particolare gli interferoni e pochissimi farmaci di sintesi.

La bella notizia, invece, è che diversi prodotti naturali sono dotati di una consistente efficacia immunomodulante. La Fitoterapia può vantare in questo ambito un ruolo molto importante e oggi molta attenzione della ricerca scientifica più avanzata si sta rivolgendo proprio allo studio di estratti vegetali. L’Agenzia Europea per i Medicinali (EMeA), del resto, ha pubbliccato dal 2006 ad oggi diversi documenti monografici individuando piante medicinali ufficialmente indicate come farmacologicamente attive nel trattare sintomatologicamente e preventivamente patologie da insufficienza immunitaria.
Tra queste specie monografate ufficialmente possono essere citate Echinacea, Andrographis paniculata e Uncaria tomentosa.

ECHINACEA
Con il nome di Echinacea possiamo indicare in realtà tre specie diverse di Echinacea: purpurea, pallida e angustifolia; di tutte le specie vengono utilizzate le radici e gli organi sotteranei, ma di Echinacea purpurea viene utilizzata anche la pianta intera.
L’azione dell’Echinacea è soprattutto il tipo preventivo. Il fitocomplesso dell’Echinacea è uno dei più ricchi del mondo vegetale con tre classi diverse di principi attivi: alcamidi, derivati caffeici e polisaccaridi.

ANDROGRAFIS
Questa pianta è molto conosciuta in Oriente, utilizzata e apprezzata anche in Europa da oltre un ventennio per il trattamento delle comuni Malattie da raffreddamento, Laringotonsilliti e affezioni delle alte vie aeree. Le foglie rappresentano la droga della pianta e contengono lattoni diterpenici chiamati andrografolidi.

UNCARIA
È la risposta orientale all’ “americana” Echinacea ed è una pianta a cui è dedicata una letteratura vastissima, con diversi studi clinici di buona qualità che ne denotano un interessante profilo di efficacia e sicurezza.
La droga è rappresentata dalla corteccia della pianta che contiene alcaloidi ossindolici; le preparazioni di Uncaria permettono di evidenziare in vitro e in vivo una potente stimolazione dell’attività linfocitaria, di tipo B e T.
Associazioni di specie diverse
L’associazione di specie diverse ad attività immunomodulante è un campo di ricerca sperimentale ancora più nuovo e decisamente più interessante che comporta notevoli vantaggi come l’ampliamento dello spettro dei meccanismi d’azione e il sensibile abbassamento dei dosaggi efficaci con minimizzazione dei possibili effetti collaterali.
Altra interessante opportunità di ricerca è l’associazione tra specie ed attività immunomodulante e antiossidanti. Il mondo scientifico ha iniziato a considerare il ruolo nella induzione immunitaria dei prodotti vegetali ad attività antiossidante sulla base delle ricerche eseguite circa venti anni fa sulla Papaya fermentata, che oggi ha discreta letteratura di conforto e studi clinici di buona qualità in corso.
Studi circa l’assunzione di bioflavonoidi da frutta o verdura o da complementi nutraceutici, al pari della Papaya fermentata, confermano questa interessante attività biologica degli antiossidanti.

INDICAZIONI TERAPEUTICHE
Piani di ricerca ben strutturati, il coinvolgimento scientifico delle Università e la possibilità di utilizzare estratti secchi titolati e standardizzati consentono di guardare al presente con fiducia e di avere già sul mercato nutraceutico prodotti di ottima qualità.
L’impiego degli induttori immunitari trova quindi ampio impiego nelle Malattie da raffreddamento come la comune influenza, ma anche nel caso di infezioni ricorrenti, nel caso di stress psicofisico e, ambiziose acquisizioni, in campo oncologico come trattamento complementare della Chemioterapia.

FONTE: “Elisir di Salute” Anno XV N.9/10 2014.

Echinacea difese immunitarie

 

 

PROPOLI: ATTIVITA’ IMMUNOMODULANTE DI UN ESTRATTO STANDARDIZZATO

Frutto dell’intenso lavoro delle api, la propoli è una sostanza che possiede proprietà biologiche come quella antibatterica, già conosciuta e studiata, ma evidenzia anche proprietà di modulazione immunitaria, oggetto di questo studio.

La ricerca scientifica nel corso degli anni ha sempre considerato di primaria importanza lo sviluppo di prodotti in grado di modulare le difese immunitarie, in particolare come ausilio in tutti i casi di aumentata esposizione agli aventi di stress metabolico.

Lo scopo della ricerca è quello di individuare prodotti capaci di fornire un’adeguata allerta immunitaria modulando in maniera ordinata ed equilibrata questi diversi segnali molecolari (Patwardhan e Gautam, 2005).

Nella tradizione etnobotanica di tutto il mondo i prodotti vegetali hanno rappresentato in passato l’unica risorsa farmaceutica a disposizione dell’uomo; anche oggi, tuttavia, alla luce dei riscontri clinici e del loro profilo di efficacia e sicurezza, essi mantengono un ruolo non secondario ai prodotti di sintesi e di semisintesi.

Il concetto intrinseco di fitocomplesso spiega adeguadamente il ruolo dei prodotti vegetali come immunomodulanti, pensando a come questi esibiscano un’azione aspecifica e di “network farmacologico”( Gertsch, 2011). Il nostro gruppo di ricerca da anni si occupa di indagare le proprietà biologiche della propoli, un prodotto considerato a tutti gli effetti di origine vegetale, che oltre ad avere assodate proprietà antibatteriche, sembra esibire interessanti proprietà di modulazione immunitaria. L’assenza di prodotti di qualità farmaceutica e di standardizzazione chimica, rendono purtroppo difficile compiere una valutazione complessiva sui reali effetti biologici della propoli e per poter rispondere alla necessità di utilizzo di un estratto titolato e standardizzato a base di propoli, anche alla luce dei primi promettenti risultati ottenuti recentemente (Biagi et al.,2011, Collodel et al.,2013), è stato scelto di utilizzare per questo lavoro sperimentale Propolfenol, un prodotto innovativo notificato al Ministero della Salute come ingrediente per la formulazione di integratori alimentari già presente in alcuni prodotti in commercio in Italia. Il protocollo sperimentale ha previsto un’indagine su più livelli della risposta immunitaria e per questi sono stati condotti dosaggi multiparametrici di citochine, chemochine e fattori di crescita su linfomonociti umani isolati da volontari sani trattati con il prodotto a base di propoli, prima e dopo l’induzione di uno stress infiammatorio indotto da lipopolisaccaride batterico ( LPS).

A complemento, sui linfomociti trattati, è stata studiata la modulazione dell’attivazione dei principali segnali di trasduzione della risposta immunitaria, ERK 1/2 e la chinasi AMP, per studiare l’aspetto antinfiammatorio è stata indagata la modulazione delle ciclossigenasi di tipo 2 ( COX-2) e la produzione di ossido nitrico (NO).

Alla luce dei risultati ottenuti in questo lavoro è stato osservato che il nuovo ingrediente a base di propoli presenta una discreta attività antinfiammatoria se si considera nello specifico il rilascio di citochine e chemochine, dimostrata dalle analisi del multiplex, di solito mediate dall’attivazione di NF-Kb o STAT.

L’attività antinfiammatoria diventa molto più evidente valutando l’inibizione della COX-2 e del rilascio di NO.

La letteratura suggerisce come alcuni componenti della propoli siano particolarmente responsabili dell’attività antinfiammatoria e, oltre ai flavonoidi caratteristici come galangina e pinocembrina, il ruolo principale in questa risposta biologica sembra essere giocato dal CAPE (Lee et al., 2004),

Il vero ruolo farmacologico del prodotto va individuato però nella capacità immunomodulante, associata all’aumento delle citochine IL- 1a, IL-2, IL-6, IL-8, GRO-a e MIG. Mentre IL-8 è chemo-attrattante per i neutrofili, che costituiscono la risposta immediata a una noxa, MIG è fondamentale per il reclutamento linfocitario.

Quest’ultimo aspetto trova conferma nel parallelo aumento di IL-2, citochina centrale nella stimolazione immunitaria in quanto essenziale nell’attivazione e maturazione dei linfociti T e B.

La modulazione dei segnali ERK 1/2 e AMPK sui linfomonociti umani può regolare, in questi tipi cellulari, l’espressione e il rilascio di mediatori chimici. Ciò è dimostrato anche da un recente studio condotto su un altro fitocomplesso come quello del ginseng, che ha dimostrato come quest’ultimo abbia un’attività immunomodulante caratterizzata da una up-regulation di molteplici citochine pro-infiammatorie (per esempio, IFN-y, IL-23A e IL-6) e down-regulation delTGF-b e IL-13. Le analisi hanno dimostrato anche in questo caso che la via di trasduzione attivata era proprio la MAPK (ERK 1/2) (Lemmon et al.,2012).

Anche gli studi effettuati su RBL, una tossina purificata dal fungo patogeno Rhizoctonia bataticola, hanno dimostrato la stimolazione di citochine Th1 e Th2 attraverso fosforilazione dei segnali p38 MAPK e 5-STAT, utilizzando la metodica di Western Blotting.

RBL in questo caso veniva monitorato tramite marcatura luminescente (Pujari et al.,2010). La modulazione della produzione di citochine e l’attività immunomodulante del prodotto a base di propoli quindi possono essere il risultato dell’interazione di specifici componenti a livello di strutture molecolari di superficie con funzione recettoriale, come evidenziato dall’attivazione dei segnali molecolari ERK e AMPK.

I risultati ottenuti sperimentalmente e la rivelazione dei complessi eventi innescati contemporaneamente mettono in luce un altro dei possibili meccanismi d’azione del prodotto, distinto dalla nota azione antiradicalica e antibatterica, che potrebbe ampliarne l’utilizzo come prodotto in grado di modulare le difese immunitarie, in particolare come ausilio in tutti i casi di aumentata esposizioni agli eventi di stress metabolico.

Con questo protocollo che ha utilizzato un prodotto innovativo e formulato razionalmente, si è potuto dare un primo e decisivo impulso alla ricerca avanzata sulla propoli che, oltre alla nota attività per le affezioni.

fonte: Natural1

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